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CULTURA MATERIALE DEI CAPPUCCINI (1525-1619) 385 A protezione delle tovaglie, sul corno dell'epistola dove si preparava il calice per l'eucaristia, si metteva un pezzo di corame dorato che preservava le tovaglie da eventuali gocce d'acqua o di vin~ 9 . Nelle Fia~dre, a quel lato dell'altare, vi era una piccola finestra nel muro verso il co;o, chiusa con due battenti. Serviva al sagresta– no che, passando per il coro, in tal modo poteva rinnovare discretamente l'acqua e il vino nelle ampolline, senza dover passare ogni volta davanti all'altare della chiesa 4 0. Per potervi celebrare era necessario che l'altare fosse provvisto della pietra sacra che conteneva le reliquie. Si consigliava di incastrarla nel piano dell'altare in modo tale che !:porgeva mezzo dito, "acciocché, quando vi son distese le tovaglie sopra, il sacerdote quale ha da celebrare, poss~ facilmente sentirla con a tastarla dove ella è, per essere obbligato, sotto pena di peccato mortale, di fare la consacrazione sulla detta pietra, e non sopra del legno o d'altro" 41 • Accanto a tutti gli altari vi era un sqcrario per buttarvi l'acqua e altro che era servita all'uso liturgico. Poteva essere una nicchia murale con Ùn deflusso dentro le mura o un canale nel pavimento. Questa comodità era un privilegio che ordina– riamente i preti secolari non avevaoo 42 • Si raccomandava che l'altare fosse per tutto l'ano.o adornato difiorr. veri se la stagione lo permetteva, o altrimenti di fittizi 43 • Tuttavia, la fabbricazione di rosette alla cima degl'altari: che, se bene il nuovo cerimoniale dei vescovi le leva ad essi, ad ogni modo si concede ai guardiani che lo vogliono, di poterle usare; ma che abbino buon tondo, acci6 non possano rodere le pianete dinnanzi, si perché le concede san Carlo,... si perché tengono piu rasettate le tovaglie sull'altare, s! perché difendono pur assai i paramenti, che non si conswnano con lo sfregarsi de' sacerdoti e le difendono anco dai cattivi, che non possono cosi facilmente rubare le tovaglie". Ivi, n. 1392, p. 1421-1422. 39 liii, n. 1394, p. 1422. 40 "Ordinatum est ut fenestra una ve! capsa, ex utraque parte aperta cum duobus ostiis, ponatur in muro chori ad latus epistolae altaris qua ampullae ponantur; et, si contingat vinum et aquam in ipm infundere, ex choro id fiat, ne toties sacristamvcl alios propter hoc ante altare accedere contingat". Ippolito da Bergamo, Caeremoniae et observa11fioe, f. 70v. ◄• Bartolomeo da Bologna, ModfJ di i11caminarei novizi, in I.frati capp11,cini, I, n. 1387, p. 1419- 1420. 42 "Cum alii sacerdotes saeculares opportunitatem illam non habeant, iuxta altare sanctuarium sicut nos habemus, tam in majori altari quam in sacello...". Ippolito da Bologna, Caeremoniae et ob1erva11tiae, f. 37r. 43 "Alta.ria... oportune florum vasculis, aut veris, aut fictis ornentur"; "Altaria per omne anni tempus floribus veris, cum per tempus licet, aut fictitiis, si vera desint, omare". [Zaccaria Boverio da Saluz:zo), De satris ritiblfs ù,xta romanam re1,11/am 11.mi PmtntmMùrontm S. FranciJci, q11i 1111/g,o Cap11«i11i 111111c11pa11t11racro111modatù, Napoli 1626, 25 e 29.

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