BCCCAP00000000000000000000862
CULTURA MATERIALE DEI CAPPUCCINI (1525-1619) 383 senza suscitare scandalo tra il popolo, si limitò a proibire di accettarne altri. Alcuni anni piu tardi nelle Fiandre permise soltanto l'installazione di pale d'altare che costassero meno di 300 fiorini3 1 • Nelle chiese cappuccine la struttura dell'altare comprendeva di solito insieme il tabernacolo e la pala. Ciò non solo per effetto del Rituak romano che voleva i tabernacoli fissi sull'altare3 2 , ma anche per motivi pratici che chiedevano di decora– re la parete che separava la chiesa dal coro dei frati. Per il tabernacolo standard, Antonio da Pordenone prevedeva una larghezza di circa 50 cm. per quadro, e un'altezza intorno a un metro. Era da collocare a 22 cm. sopra la mensa dell'altare ossia nel secondo gradino dei candelieri33, perché tra l'altare e il tabernacolo doveva rimanere un'apertura per dare ai frati nel coro la possibilità di seguire la messa 34 • La necessità di mantenere un contatto, anche visivo, col sacerdote aveva suggerito varie soluzioni. A Bergamo, nella soprastruttu– ra dell'altare erano lasciati ampi spazi vuoti per migliorare la visibilità dal coro. Nella sua visita al convento, san Carlo Borromeo non mancava di censurare tale 31 Era però una battaglia perduta perché, praticamente, nel corso del Seicento in tutte le chiese cappuccine, gli altari, anche laterali, furono ornati con dipinti. La loro "preziosità" dipendeva unicamente dalla generosità dei benefattori, che spesso rimanevano i proprietari del quadro, e dalla presenza in luogo, cli un buon artista. Cf. S. Giebeo, L'amdamen/Q sam,, 235-236. 3 2 Cf. Tit. 4, c. 1, n. 6: "Hoc autem tabernac1.1lum conopeo decenter opertum atque ab omni alia re vacuum in altari maiori ve! in alio, quod venerationi et cultui tanti sacramenti commodius ac decentius videatur, sit collocatum; ita ut nullum aliis sacris functionibus aut ecclesiasticis offi.ciis impedimentum afferatur''. li Rit11ak roman11m, preparato sul Sacerdotok Romon11mdi Francesco Samarino (Venezia 1579) e su quello di Alberto Castellani (Roma 1537), fu esteso da Paolo IV (1614) a tutta la Chiesa. 33 "Il tabernacolo sii largo un piede et mezzo per quadro et longo piedi 3 et si potrà sopra il secondo grado delli candelieri et besognando, davanti, siano due colonette sotto". Memoria/,, in I frati rapp11«i11iIV, n. 10.318, p. 1600. I gradini dei candelieri erano alti 11 cm. e larghi 16,5 cm. Cf. ivi, n. 10.316, p. 1599. Per i tabernacoli artistici cappuccini del Seicento si può vedere: S. Gieben, L'arredamento som, e k smlt11re lignee dei capp11rd11i nelperiodo dello Controriforma, in L'im– magine di Son Fmnmco nella Controriforma, [mostra] Roma Calcografia 9 dicembre 1982 - 13 febbraio 19983, Roma 1982, 233-236; G. Santarelli, Opere di ebanisteria presso i ,opp11«ini delle Marche, in Col/. Frane. 63 (1993) 595-627; Idem, Iltabernacolo della chiesa dei cappucdni oFouombrone, in ColL Frane. 65 (1995) 247-259; D . Portera, Tobemacoli o mstodie cappuccine fmtto dello grande devozjone verso ilSS. Sacramento. S/Qria di 11na devozione e pres11ppo1ti lit11T'ffao-teologici, in L'Eco di Gibil– manna 78 (1 trimestre 1995), 7-9; L. Del Vecchio, Frati ,appuaini "111orangJ11i", tabernacoli lignei ù, Abmz.z.o tra Sei eSettecento, in Italia Francescano 78 (1998) 35-91. l4 "Et dalla parte dinanzi dove va la gloria, se gli lasci un buso nel grado di sotto, largo on– ce 18 et alto·once 8 che serà sin sotto il secondo grado·sopra del quale si porrà il tabernacolo, et questo buso sii largo da dietro verso il coro". Memoriale, in I frati ,app11ccim IV, n.10.316, p. 1599.
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz