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380 SERVUS GIEBEN ordinarie 16 . Tuttavia, talvolta si faceva un'eccezione per un insigne benefattore o per i fondatori della chiesa. Non mancava mai, a filo della pilastrata destra della porta d'ingresso, la pila dell'acqua santa. Era compito del sagrestano tenerla pulita dalla ruggine raschiandola con destrezza usando una pietra pomice 17 • Per un maggior rispetto all'acqua bene– detta, alla pila era appeso un aspersorio con cui attingere l'acqua, di modo che non si toccava direttamente l'acqua benedetta con mani piu o meno pulite 18 . Dietro la porta battente, nel muro, Antonio da Pordenone suggeriva di lasciare un finestrino per deporre il pane deipoven 19 • Per tutto il Cinquecento e ancora dopo, nelle chiese e nei conventi cappuccini, le finestre non erano chiuse col vetro, ma con un'impannata, cioè con una tela o carta incerata, tesa sul telaio. Nelle chiese, in alto sulle finestre, si poteva aggiungere una striscia di panno ornamentale per accentuare la loro presenza 20 • Benché il vicario generale, Girolamo da Polizzi - uomo per altro particolarmente duro e austero - , avesse concesso alla provincia Belga l'uso dei vetri, nel 1595 i frati fiam– minghi optano ancora per l'impannata perché i vetri "in nessuna parte dell'Ordine, eccetto nella provincia Elvetica, vengono usati nei conventi, ma dovunque le finestre si chiudono con tela o con carta, e ciò si potrebbe comodamente osservare anche nella nostra provincia" 2 1. t6 "Con particolare statuto si proibisce il fare nelle chiese loro sepolture ordinarie per se– colari... sapendo che tali sepolture sono occasione di piu abondanti limosine, e in certo modo a guis;i. di rendite annuali, mentre le persone pie, di cui sono, fanno celebrare per gli morti loro uffici anniversari, oltre a quelli della deposizione terzi, settimi e trentesimi". Celestino Colleoni da Bergamo, Breve raguaglio, in Ifrati capp11cti11i I, n.1123, p. 1220. 17 "Netterà politissimamente la pila dalla rubigine e miserie che suole generare l'acqua, con una pietra pomice, rnsciandola con destrezza". BartolomeoVcechi da Bologna, Modo d'incami11are i 11ovizj con santa 11t1iformità di. cerin1011ie eriti, in I frati capp11ctini I, n. 1377, p. 1414. 1s "Alla pila dell'acqua santa in chiesa stia di continuo appeso un aspersorio o spargolo; e cosi anco in coro ad ogni vasetto dell'acqua santa sia il suo spargolino picciolo, acciocché, nell'entrare in chiesa, le persone e anco i frati non abbino da cacciare entro quell'acqua bene– detta le mani, che hanno toccate mille cose indegne". Ivi, n. 1399, p. 1423-1424. 19 Cf. Memonale, in I frati cappuccini IV, n. 10.265, p. 1583. 20 "Alle finestre tutte della chiesa e ancora delle cappelle, faccia che vi siano tutti i suoi fi– nestrali ben convenienti di tela ben incerata, interi e non sbusati, ovvero stracciati, con le sue serrature di legno, che sigillino compitainente; anzi, che sopra le finestre dei telat:i è molto ben onesto d'attaccarvi striscie di panno con qualche salarini". BartolomeoVecchi da Bologna, Modo d'i11cami11are i novizi con santa rmiforwità di cerin1011ie e riti, in I frati capp11cci11i I, n. 1400, p. 1424. 21 "Item de vitreis, quamvis ex licentia reverendi patris Hieronymi Siculi a Politio, tunc generalis, nobis fuerit concessum posse illis uti in conventibus, non tamen imperavit... quia nullibi in tota Religione habentur per conventurn, praeterquam in provincia Helvetica, sed

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