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334 COSTANZO CARGNONI Ma il motivo piu chiaro mi sembra quello liturgico, ossia tutte quelle cose, per usare le parole della regola XXI dell'Index sistino, "quae. circa ritus et cae– remonias sacramentorum aliquam novitatem inducunt contra receptum usum et consuetudinem S.R.E." 53 • Ce lo fa credere un asserto del decreto del 13 giu– gno 1576 del card. Sirleto che dice: "Che non dichino senò letanie ordinarie et hofficio solito dire dalle altre compagnie". Ossia le litanie e le altre preghiere che formavano una specie cli ufficio divino popolare, che il cappuccino calabre– se aveva ordinato alla confraternita, erano una palese novità e non corrisponde– vano a quelle usate nella Chiesa, erano devotamente inventate. Questo, credia– mo, venne considerato un delitto contro la regola dell'unanimità liturgica voluta dal concilio tridentino e dalla riforma di Pio V. . Il decreto di proscrizione redatto dalla commissione del card. Sirleto avrà fuori dubbio specificato con piu precisi dettagli i moti.vi cli condanna cli un opu– scolo devozionale che appariva, nella sua intima struttura, tutta aperto e sotto– messo "al piu savio et migliore giudicio delli superiori retti ministri della santa romana Chiesa" 54 . Ma la "Compagnia del Sangue cli Cristo" fondata dal cap– puccino calabrese continuò la sua storia devota e conservò e sviluppò i moti.vi cli fondo dell'operetta incriminata e acquisi anche nuovi modi di pregare in co– mune e cli operare socialmentess. 53 H. Reusch, Die Indices librommprohibitomm, 459. 54 Cf. Modo di contemplare, 14. 55 Su questo argomento potremo intervenire con uno studio a parte.
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