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FONTI DEL PENSIERO MISSIONARIO CAPPUCCINO 125 vo titolo: Della cultura della fede, si puo ritenere un piccolo trattato relativo al nascere, concretarsi e realizzarsi della vocazione missio– naria nell'Ordine francescano. Egli pone alla base « la stima dello stato missionario » in quanto « questa vocazione di Apostolo, o come suol dirsi, di Missionario... e una vocazione che, aggiunta a quella di Religioso, lo fa trascendere ancora sovra il suo stato, quantunque cosl. sublime». Essa e « cosa ammirabile, eroica, e in tutto sovrumana, cosicché si merita da tutti rispetto e venerazione ». I missionari, se non sempre incontrano il martirio cruento, lo provano « di giorno in giorno con lunghi continui patimenti »; essi si devono dire « gli Operai piu aggra– vati della Chiesa, quelli anzi che, conforme il detto del Vangelo, il Signore trasceglie fra molti, e solo pregato li manda in paesi, dove la messe e grande, ma faticosa e senza aiuto ». Puo darsi che Dio non scelga e mandi tutti i missionari esistenti: « ma e ben sicuro che tutti imprendono un ministero il piu gra– dito a Dio e il piu utile per la Chiesa, e percio il piu da venerarsi ». Di qui, nel secondo punto della lezione 195 , ribadita la necessita di « animare i missionari alle missioni, e non disanimarli » o, peggio ancora, « rimuoverli dalle loro sante idee », il che sarebbe « ufizio di Demonio » bollato da forti disposizioni di Propaganda Fide 196 e in contrasto con le costituzioni dell'Ordine 197 • Su queste basi egli svi– luppa il seguito della trattazione relativa alla volonta e all'esempio di s. Francesco (punto III), al valore della « divina ispirazione » (IV) 19 8, ai due avvisi dati da s. Francesco nella prima regola ai mis– sionari (V) 199 , alla liberta da lui concessa circa le missioni (IV) 2 ºº, al ricorso ai superiori e, allora, praticamente a Propaganda « perché 1 05 La lezione e in 9 punti contrassegnati da numeri ron1ani; tutto quanto si e detto sopra, e contenuto ne! primo punto. rna P. Bernardo cita alcuni decreti come quello del 12 settembre 1729. Si veda la nota 174. 10 7 VENANTIUS A LISLE-EN-RIGAULT, Monumenta ad constitutiones, 580. 1 9 8 « Vadano adunque, si vadano (dice il S. Padre) alle Missioni i miei Figli, ma con– sultato prima il Signare, se veramente sia egli, il quale Ji chiami e gl'ispiri: Divina ispira– zione. Se alla Religione siamo venuti invitati da quella Divina voce, sapren10 ben anche rav– visarla e distinguerla in quest'altra vocazione: e anzi perché questo delle Missioni e uno stato piu arduo e pericoloso, si fara anche piu fortemente, ed espressamente quella Divina voce udire e intendere » (Lezioni sopra la regala, 297). 199 Reg. I, cap. 16. Questi due avvisi riguardano propriamente la tattica missionaria essenzialmente ridotta: 1) al valore del « buon esempio di una vita veramente evange!ica »; 2) all'annunzio della « verita e parola di Dio» (« Cum viderint placere Deo, annuncient Ver– bum Dei») (ibid., 297s). 200 P. Bernardo prospetta il caso in cui i superiori possano obbligare un religioso a recarsi nelle missioni: cib, secando lui, pub verificarsi allorché si tratta di ~< straordinario onoi:: di Dio e necessita del bene del prossimo ».

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