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Frati che ·né esso rié alcuno dire una par~lá; ma tostissima.mente Fra Lodovico et il compagno suo furono tratti di car– cere e rendutogli il capuccio. Cosi con que! signore se n'ando a sal– vamento. Chi fusse questo signore il taccio per buon rispetto, basta ch'egli era potente e corraggioso, l?oteva assai appresso il Papa, e della nostra Congregatione ardentissimo amatore. 5 157. - Assai mi doglio e duole che mi sia convenuto e convenga parlare de' fatti altrui, discuoprendo i modi et Jratti da loro usati per annullarci con le persecutioni fatteci per molti e molti anni. S0110 stato forzato a far questo, non che diletto io prenda a dir mal d'alcuno, anzi grandemente mi dispiace,.e biasimo tal errore, e gran duo lo rae- 10 colgo al mio core, sentendo dir niale. Ma ho detto e dico queste e.ose per manifestare a punto come questi negotij nostri sijno passati ; et aneo per far conoscere maggior essere stato il favore che Dio n' ha fatto, e come a quest'opera sua egli pose la mano ·gagHarda per dif– fenderla Sempre e la diffese : et aneo non mi son curato d' usar silentio 15 nel tacer cose tali, fatte contra noi, non nominando pero gia mai per- 11 r. 195, sona alcuna in particolare, solo que! Fra Giovanni II da Fano (e fu da nominarlo), e cio feci per piu mostrare la gloria di Dio, dando poi gratia ad un tanto persecutore, ch'egli si ravedesse e, pentito del suo fallo, ne facesse la penitenza, dove a punto · havea sfocato la sua ira, 20 benché esso, come Paolo Aposto lo 1 , potete dire (e lo disse poi) che da lui si essercitavano quelle cose (ignorantemente facendo), pensandosf . che f Capuccini fussero una schiet'a ingannata dall'angelo delle tenebre. Non ho tácciuto (replico) queste cose, sapendo che questi miei scritti non saranno veduH dalla stampa; si perché non son degni di tal luce, 25 si ancora perché !'animo mio non fu e non e che si lascino vedere dal mondo in guisa tale. Solo ho fatto quest'oprn mosso (come' io dissi) dall' ubidienza, e perché, passando solamente per le maní de nostri Frati (e non d'altri), habbiano essi a sapere il principio come egli e stato, e ne diano maggior lodi a Dio, si di queste come del- so · l'altre gratie che per sua pietá egli n' ha fatto e fa del continuo. ¡ . . . 158. - Torniamo al primó dire. La battaglia fatta da Lucífero, 2 tostissimamente] prestisslmamente, L, N 5 era ardentlssimo, L 10 grandissimamente, N 12 passati] stati, N 15 e sempre la, N, L 21 potete] pote.va , L, N 22 pensandosi] per- suadendosi, N 23 una] nella, N 32 Torniamo] Tornando, N ·i. I Tim. 1, 13.
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