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taria al nostro Serafico ·paare ; anzi 1I la diede per sua cordialissima sposa, et egli volontariamente se la piglio ; e ne fu sempre ardentis– simo amatore; della quale ·partori poi a Christo tanti figlioli, quali come legittimi suoi partí, portano alta madre loro quell'affettione e riverenza che portar deve il figliuol buono alla buona madre. Cosi 5 qualunque vero figlio e di Iei e del Padre S. francesco dimostrar si vttole, la miri, la vagheggi, !'ami, l'abbracci, e sempre si ritrovi seco ; non solo perché ella gli e madre, ma etiandio per i frutti, che ella con esso lei apporta e porge a chiunque ne fa stima ; quali son tanti e tanti, che lingua humana giá mai a pieno esplicar non li po- 10 trebbe ; percioché essa poverta, essendo libera, non teme alcuna cosa che sia -sotto il globo della luna; anzi ella sche1:nisce la fortuna (se fortuna pero dir si deve), disprezza (come vincitrice) tutti i demoni - dell' inferno ; si fa beffe del · mondo e delle sue aperte vaníta, tenendo a schivo le sue ricchezze e le sue pompe ; si ride de pazzi, che col- 15 mar si vogliono di queste cose, che alla fine altro non sono che om– bra e fumo, come di colui si farebbe -il riso che s'affaticasse con la rete ben larga prendere il vento. La poverta e sempre sicura, perché non teme che da ladri, né dalla corte le sía tolto il suo, non havendo nulla ; anzi per dir meglio, ella e piu ricca che non fu mai Mida, 20 11 1. 1s2r Crasso o -- Creso, ma secura se ne II sta, perché il suo tesoro e posto -– in paradiso, et ella qua giu _ senza tema alcuna se ne vive : percio– ché il suo palagio e in cielo, la sua compagnia e con gl'Angeli, e si gode star sempre innanzi a Dio. Hor ecco i suoi guadagni e suoi utili, di cuí ne fa partecipi i suoi figli, che di star seco sempre. si 25 contentano. 149. - Ma perché parliamo distintamente e con le debite divisioni, - e da sapere che sono di tre sorti di poverta utili e lodevoli. Dico questo, perché ve n' e di ulla sorte che piu tosto arreca danno che guadagno al suo possessore ; e questo e quando uno contra sua vo- so tonta e povero, e n' e impatiente, ne da biasmo a Dio ; e, quel ch' e peggio, vorebbe esser ricco per vivere ne peccati e dare ogni ubidienza al senso. Di questa poverta non parlo, percioché ella e pessima avanti 1 cordialissima] dolclssima, W 5 deve... buone, om. W 7 l'abbracci, om N 9 ne fa] fanno, N 11 essendo libera, om. L 13 disprezza (come vincitrice), om. W 15 schilo, N 20 nulla] cosa alcuna, W 24 suoi, om. W 25 !igliuoli, W, N ·25 sempre, om. N 26 acon• tentano, N 28 povertA) puritil, W 31 e non e patlente, N

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