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DISCEPTATIO DE CAUSIS REFORMATIONIS 339 passarla spiritualmente, come dice la Regola, bisognarebbe la patienza di Oiobbe. Uno che sia naturalmente cieco pub vivere quieto, essendo cieco ; ma un chi veda e non voler che egli vegga, or questo e agevol a dirsi, ma e dlfficil cosa a farsi. Ma quel che piit importa e questo. 5 Un corpo, essendo per la febre tuto infermo, come pub dire il brac– cio destro o il sinistro, o qual si voglia altro membro del corpo : lo son sano, io non ho mate alcuno? Certo no! pub dire, perché pa– tendo tutto il corpo, ogni membro in lui viene aneo a patire. Que! pane che si mangia costi, uscito da vostri granari ; que! vino che si 10 beve, venuto dalla cantina di casa ; quelle piatanze ordlnarie, che si prendlno, venute come vengono, e mill'altre spese disutill che si fanno, come si pub stare con la conscienza quieta e mente tranquílla? Colui che, mangiando, bevendo, servandosi di quell'altre cose comprate, e Dio sa come si comprano, come (replico) pub tenere il suo core in pace 15 colui che usa cose tali, e partecipa con gli altrl nelle cose della Re– ligione? Vi faccio intendere che uno quale stia adormentato, non re– sta pero che non sia vivo, quantunque, dormendo, rassomigli al morto. Benché il proverbio sia basso, non pero lasciaro di proferirlo. Si suol dire che tanto ha da pagare !'animal pigliato in furto colui che li 20 lieva la pelle, sapendolo, quanto quello che !' ha furato. 11 Que! nostro 11 1. 163v stare con esso voi e vivere di quello che vivete voi, cioe delle cose ch' ho detto hor hora, e che altro era che un tacito consenso, non solo di quello che si faceva in que! luogo, ma etiandio in tutta la Provin- cia ? E perché questo ne pareva et aneo pare cosa impossibile, pero 25 fatto havemo quel che da noi si vede esser fatto. E perché questa nostra cosa la chiamate leggierezza e novita scandalosa, hora state ad ascoltare, se non vi rincresce. 138. - lo son certo che voi sapete la Regola e le dichiarationi de Sommi Pontefici ; e parimente io so ch' havete letto quanto e quale 30 sia stato 11 zelo de nostrl primi Padri ; ma ancora, di mano in mano sino a nostri tempi, quali e quanti sieno stati i zelatorl della nostra Regola. Pero non senza meraviglia e stupore de' fatti vostri io la passo, sentendovi darne biasimo per questa nostra partita, e la bat– tezzate leggierezza e scandalósa novita. Hora, per farvl capaci e dirvi 35 insieme la ragion nostra, mi faro alquanto di lontano. 8 aneo, om. W 9 vi si beve, L 25 vede] deve, W 32 fattl] Frati, V

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