BCCCAP00000000000000000000819

111. 152v gieri fecero il II debito e si pattirono con animo di far quanto era · stato commesso, anzi a libre esseguir quello che era commandato loro ad óncie. Tornato che fú i1 P. Fra Lodovico da! bosco a Filogasio, insieme co '1 Padre Giorgio, con Fra Giovanni da .Terranova e con altri Frati 5 . se ne stava ne! palazzo di esso Duca ; quale havea assegnato appar– tate starize a quei poverelli, clove agiatamente se ne stavano, non man– cando quivi di fare il loro debito, si nelle orationi come in tutte !' altre attionl, che appartenevano al grado e professione loro. Stando un giorno in oratione, ecco che si sentono chiamare da parte del 10 •Signor Duca; e questo fu perché quei due ambasciatori erano arri- .. vati a Filogasio e portavano seco (come gia si e detto) il Breve per intimare a quei nostri Frati essere scommunicati, presentandolilo con quei .protesti e cerimonie che si usano a fare in cose tali, et aneo per mostrare iscommunlcato chiunque dava loro favore in modo al- 15 cuno. Giunti al palazzo del Duca, fecero domandare udienza ; furono introdotti, et a pena entrati, a sua Signoria 111.ma dissero con gran presuntione che non dovea sua Eccellenza favorire Frati tali, chia– mandoli sempre a bocea piena appostati e scommunicati ; e sfacciata– mente aggiunsero che desse nelle man loro questi Frati secondo che 20 era la volanta di Sua Beatitudine, come si mostra ne! Breve, ché, altra- 11 1 I53r mente facendo, voleano pronuntiare per iscommunicati 11 tutti quelli che li tenevano in casa, che li davano elemosine, che conversavano con essi, e davano a loro aiuto e favore alcuno. Havea tra suoi figliuoli il Duca un figliuolino che si chiamava il 25 Signor Don Tiberio, il quale, per esser fanciulletto di tenera etade, era molto amato da! suo Padre : e questo e quello che hora e Ve– scovo di Cassano e tiene le vestigia del suo buon padre, amando molto la nostra. Congregatione 1 • Havendo con tanta arroganza fatto sen- 1 gli era, N 2 stato loro, W 2·3 che gli era stato comandato ad c,ntia, N 5 con Fra Giovanni, om. W 8 In) all', W rn nostri, om. W 15 chiunque] chi,. L 20 dessero, N L Tiberius quintogenitus Ducis Ferdinandi episcopus potentinus a .Pio V creatus est die 15 mail anni 1566 atque a Gregorio XIII die 6 ianuarii anni 1579 ad episcopatum Cassanensem evehitur. Fertur eum circa an. 1588 obiisse. Cf. F. UGHELLI, Italia Sacra, t. VII, col. 142, Venetiis, 1721; t. IX, col. 353; C. EUBEL, Hierarchia, t. 111, p. 156. Cf. quae de illo scripsit B. Aldimari, op. cit., p. 237 sq.

RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz