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DUX NUCERIAE CAPUCCINIS FAVET 323 ella era veramente donna christianissima e santa, uscita della nobi– lissima casa di Bavera i, di cui ne sono venuti, e vengono tanti Duchi e Prencipi di tanta altezza. Havendo questi due 111.mi Signori disposto (come pitt volte dissero) di ponervi tutto lo Stato loro e la vita In fa- 5 vorire il povero collegio de Frati 11 Capuccini, con l'opere ottimamente 11 1. 152r il dimostrarono in mille modi, et in particolare mandando a Roma per assistere et aiutare questo negotio (e non per altro) appresso Sua San- tita il Signor Abbate suo 2 , i1 quale in favor nostro fece assai con Sua Beatitudine. Ma prima ch' io dica altro, bisogna tornare a gli mnici 10 nostri. Essendo le due schiere che ho detto mandate al romitorio di Ga– latro, e l'altra a Pannaia a prendere i nostri Frati, e con le maní piene di mosche (come dir si suole) e senza frutto alcuno tomate a casa, il Superiore loro sali in colera piu che mai e, sentendo che i 15' Frati erano raccolti in Filogasio, e se ne stavano, come in rocca franca e ben sicura, in casa del Duca ; questo! acceccato dalla rabbia, senza havere a questo Ill.mo Signore rispetto alcuno, e senza temere di dar scandalo al mondo, penso mandare due Frati de suoi a presentare la papale scommunica a nostri Frati etiandio ne! palazzo del Duca pro- 20 prio. E cosi ne scelse due de pitt arditi (per non dlte sfacciati e te– merari) che egli havesse ; e data in man loro la scommunica, com– messe che a Filogasio se n'andassero e senza rispetto alcuno di que! Signor o di qua! si voglia altra persona presentassero nelle man pro– prie a nostri Frati (accio non havessero coperta di scusa alcuna) la 25 detta scommunica, e li publicassero per iscommunicati. I due messag- 13 frutti alcuni, N 15 co1ne rocca] cosl in Rocca, W 16 questo acceccato] accecato co· stui, L, N 18 scandalo alcuno, W t Cf. supra, p. 312, not. 4. Loquens de nobili familia D'Arena, ait Scipio · Ammirato: « Incomincio nella memoria de nostri Padri a chiamarsi Concubleta. 11 che nondimeno dicono esser proceduto per esser stata veduta la medesima Arme della Famiglia in una citta del medesimo 11<;me posta nel ducato di Ba– viera •• Cf. Del/e famiglie nobili 11apoletane, t. 11, p. 182; AOC, 1907, t. XXIII, p. 121, not. 2. 2 Potius quam de Tiberio filio Ducis Nuceriae, ut oplnatur Boverius (t. 1, an. 1532, 11. XLIX, p. 165), intelligendum hoc est de Francisco quartogenito eiusdem Ducis. Cf. B. ALDIMARI, Historia genealogica, t. 11, 234 sq., 254; EDUAIWUS ALENCONIENSIS, De primordlis, p. 102.

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