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sua Religione, accio poi co'I tempo non _divenisse de si fatta miSura eL arbore cosi grande che noiato poseía ne fusse quel terreno. Fece dunque iLPadre Fra Giovanni quello che apparteneva alui di fare, havendo il carico sopra le sue spalle ch'eglihavea. E pero di lui 5 e di quelle sue opre non sía chi si maravigli ned'ancoil condanni per ingiusto: percioché, insieme co' 1 debito che _gli teneva di cosi fare, era parimente credenza nel suo animo (e di mol- llti altri ancora 111. 74 r di quella Religione, e pero quei poveri Padri errarono insieme con esso lui) che questa nostra non fusse una Riforma, ma una setta cti 1o<minuta e disviata gente, levata su per capriccio e bizarria; e, cosl credendo, cercava (mosso da . charita) per tragli fuora da le tenebre e dalli inganni, e ridurgli al gregge et al vero e pietoso grembo della madre loro Religione ; per il che, p~rseguitand'oci, pensava di far servigio e cosa gratissima a Dio. E _che cio sia vero, che egli 10 havea questo buon animo, ecco qualmente finito il suo ufficio (come diremo altrove), e vedendo le cose de Frati Capuccini passare di bene in meglio, venne anch'esso · a pigliare quest'habito 1 • , Prego dunque ogn'uno che legge che né de 1ui né de alcuno di quei Padri primi Osservanti, che furono in quel primo principio nostro, prenda 20 scandalo, né aneo doni loro una picciola dramma di biasmo, se contra noi esseguirono cosa alcuna che mostrasse del dispiacevole; percioché, mossi da buon in,tento e dal zelo che ho detto, fecero quello che da me tal volta ~entirete dirsi; et aneo pensi ogn' uno che tutto quel patire che la nostra Compagnia fece in quella sta- 25 gione, e sempre ha fatto, sia stato non· solamente permissivo ma . efficace voler di Dio, si per affinarne come oro al fuoco, si aneo (e gia si e dimostro) per discoprire che questa e opera uscita dalle sue benedette maní ; pero non a ' gli huomini del patir nostro si día colpa -alcuna, ma .gratie e lodi se ne doni alla II Maesta Divina. 11 1. 74v ilo 71. - Torn.iamo al primo ragionamento nostro dello scrivere che fece il detto Fra Oiovanni alla Signora Catherirta Cibo. Havute che quella Signora hebbe le lettere di quel Padre, Ji rispose che esso 1 divenisse un Irave, L •19 prlmi, om. N 21 con noi, N ·23 tal volta] tal' hora, L 26 come aneo, W 27 dimostrato, N 1 Cf. infra, p. 290,
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