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196, ch'esso difare il simile. Ma pero (accio alcuno non potesse dire contra luí) fece rissolutione di domandarne primieramente licenza al suo 111. 67v Prelato; perché aneo esso Mi· 11 nistro non havesse poi scusa alcuna e campo di lamentarsi di lui , con dire che, se egli ricercato havesse l'obedienza, non saria mancato di consolarlo ; e pero egli fece tal 5 risolutione. Stava all'hora Fra Lodovico nel monasterio loro di Fossambruno; venuto qui il Mi nistro alla visita, che era il sopra– detto Fra ·Giovanni da Fano, a pena giunto, Fra Lodovico gli ando a parlare, e disseli che piit volte per gratia singolare gli havea domandato commodita di osse rvare la sua professione, e che da lui 10 non havea cavato altro che parole ; pero all'hora gli era in tutto . rissoluto di accommodare le cose sue, e che di nuovo egli ne chie– deva licenza, pregandolo a concederli una di due cose: o ponerlo , 11 f. 68r in qualche luogo poverino con Frati che habbino tal volonta, e che aggevoltnente li havrebbe ritrovati, e quivi insieme riformatamente 15 vivere; overo li concedesse di andar ad esser compagno di Fra Mattheo da Basci. 11 Ministro F accarezzo e con losinghe cercava di quietado; il che vedendo Fra Lodovico, di nuovo penso, per troncare ogni scusa da quel Padre , di domandargli tal licenza in pubblico. 20 Essendo la mattina seguente tutti .i Frati co'I Prelato raccolti in reffettorio, esso Fra Lodovico in presenza di ogn'uno s'inginoc– chio in terra, chiedendo di potef'd ire due parole. Ottenuta la licenza disse : Padre R.do in Christo, la Reverentia Vostra sa che piit volte, e con mie lettere e con mi a viva voce, ho ricchiesto da lei com- 25 modita di riformarmi e di osservare perfettamente per quanto si 11 pub la promessa a Dio ·. fatta nella mia proffessione, né da quella ho havuto altro che parole e ben fa remo. Hora mi son rissoluto affatto {perché gia ho perduto la speranza di conseguir tal gratia) di andarmene e da voi altri partirmi e seguitar Fra Mattheo ; pero so io ne domando licenza da que lla in presenza di tutti questi Padri. Se alla Reverentia Vostra p iace farmi tal gratia, le n'havro obligo perpetuo; quando ancora ella stia dura a non volermi consolare di quello che per se stessa ella f obligata a fare, di me non si dolga ; 2 prlmieramente] parlmente W, N 3 poi, om. W 3 scusa] causa, L W, el causa, N 4 se, om. L 10 servare, L 10 professlone] Regola, N 14 habbiamo, W, L 29 gia, om. W 31 tutti, om . N 33 stia] stara, N 4 campo] capo, 12 egli] gli, V 34 farmi, W

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