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124 RELATIONES P. MARII. - llI RELAT. 11 f 22v perio, tenendo II egli il luogo di Dio in terra, essendo qui suo prin– cipal Vicario. E da chi sono ordinate queste leggi, ordite queste telle, anzi tessuti questi lacci, questi legami, questi nodi? Da uno heretico, fauttor de gli heretici, da un sismatico, ché sempre intorno a tui stavano le migliaia de rebelli della Santa Chiesa e de Dio 5 stesso. E cosl con queste sue leggi se la passava il buono Impe– ratore, non lasciando pero ch'egli non suscitasse altri rumori nel secolo, percioché l'animo suo in questo non poteva stare che di tui non nascessero perturbi, combattimenti e guerre, come nacquero, quali io taccio. E se qualche cosa ho detto e dico che medesima- 10 mente mostrino affanni, l'ho fatto per far sapere a nostri Fratelli come andavano in quei tempi le cose del mondo, e com'era trat– tato i1 vero Vicario di Christo, e perseguitata la Santa Chiesa ; scendendo parimente a dire l'angoscie che per caggione e colpa altrui e non sua sofferse la povera et inocente Religione di S. Pran- 15 cesco. Quelli, o secolari o Religiosi che sijno, quali di tal cose non si curano, o per haverle d'altronde sapute o per farne poca stima, di gratia lascino star di leggere queste mie carte, che poco o nulla me ne calle, anzi per questi tali non maneggio la mia penna. Tor- namo al Bavaro cagione de sovradetti mali, 20 n 1. 23r 21. - Nell'anno seguente del 1328, a dl 12 di maggio, nel giorno 11 apunto della santa e gloriosissima Ascensione di nostro Signore Giesit Christo, di nuovo, come l'anno innanzi, havendo gia fatto fare un'altro palco sulle medesime scalle di S. Pietro col trono e col pulpito come prima; in que! benedetto giorno (replico), con 25 tutta la sua Baronía e col drapello de suoi scismatici Prelati se ne venne quest'ambitioso e senza misura superbissimo, apparato col manto e con gli altri ornamenti imperiali, e saH a sedere ne! suo trono 1 • 2 ordite] ordinate, W 3 questi nodi, om L 9·20 nacquero - sovradetti mali] nac· quero; de qualí parlar non voglio (et gia l'ho detto), non essendo mio intento a dir cose tali che guardano solamente ne fatti del mondo ; et se cose io dico che medesimamente mostrano affanni, le dico per far sapere ·a chi non sa de nostri Frati (a chi pero sapere í1 vole, chi non si cura di sa– perlo, lasci star di leggere queste míe carte, che poco o nulla me ne cale, anzi per questi non maneggio questa mia penna; a quelli dunque che saper il vogliono, per quelli io scrivo et a quegll il dico) cioe a quei tempi come era tratato il vero Vicario di Christo et perseguitata la sua Chiesa, Scendendo poi di questi a gli affanni che per cagione e colpa altrui et non sua sofferse la povera et innocente Religlone di s. Francesco. Hor torniamo al Bavaro, cagione di tutto il male, L, N 11 Frati, W 14 scendendo] essendo, W 27 quest'J quell', L, N ! O. V1LLAN1, l. X, c. 71, col. 644 sq.

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