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fario, ~t esso ·ostinatamente rispondendo con voce di piit, mostra– vano essere risoluti a saltare fuora. Quando il Ministro II intese tale risolutione, et seco insieme ti sbirri et altri Frati fecero disegno di servirsi piit delle gambe che delli altri istrumenti. Et cosl di 5 subito si partirno tutti, et si chiamava felice quello che era piu gagliardo per fuggire inanzi agl'altri. Et cosi da quella astutia fu venta la superbia, et confusa Ja rabbia del Ministro. Appena apparse il giorno, Fra Ludovico et il fratello si tolsero da que! luogo, dando lode a Dio, che gli haveva liberati da quellá 10 furia. Non mai volse Fra Ludovico che tal cosa si sap~sse da altri che da quelli puochi Frati Capuccini ch'all'hora si trovavano seco. Venuto. poi Fra Gioanni sopradetto a farsi Capuccfoo, esso Fra Lu– dovico gli raccontb 11 tutto ; ne rimase pieno d'allegrezza, et poi Fra Giovanni et con riso (essendo esso gratiosissimo nel parlare) 15 raccontava i1 magnanimo ti more che haveva havuto et il timore e tre more di quei Frati et sbirri, ch'erano seco. Tutto questo ho voluto dire per mostrare che Dió nostro giusto giudice et potentissimo sa venceré, atterrire et percuotere chi n'e degno, et aneo schernire la superbia et l'alterezza della carne. 20 Hormai e tempo ch'io torni ai _poveri Frati dl Calabria et al Padre Fra Ludovico da Reggio. VIII. 29. Interviene i/ Duca di Nocera a favore del Cappuccini. - 30. Ragionamento su i motivi che lndussero i Cappuccini a separarsi dagli Osservanti. - 31. La proprietd. - 32. la prezlositd ne/ vestlre. - 33. ll rlcorso a denari '· 29. ,_ Trovandosi il detto Padre Fra Ludovico insieme. col Padre Fra Bernardino Giorgio, col Padre Fra Giovanni da Terranova et con altri Frati nel palazzo del II Duca sopradetto in Filogasio, ecco . 2¡¡ che arrivorno doi Frati Zoccolanti, et furono di quella prima schiera de Patrassi, et portavano seco il Breve per intimare questi Frati essere scommunicati ; et presentandoglilo, cioe usando quei pótesta' et cerimonie che si usano in cose tali, et aneo per mostrar scom– municato chi dava loro favore in modo alcuno. Giontí al palazzo i Cf. /J/ Relat., n. 130-134.
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