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DE .QUODAM STRATEOEMATE FR. LUDOVICI 57 buon Ministro d'andare la notte a pigliare quei doi FrntinL Et cosl raccolti molti Frati loro• giovani et ben disposti, et aneo fattasi ve– nire una compagnia de sbirri, con quelli Frati et con quella ca– nagHa esso proprio in persona se ne ·ando al luogo la intorno a 5 mezzanotte, dove Fra Ludovico si trovava. Ma il pietoso et giusto Dio confuse quel leone fatto guida de orsi et tigri, et con un'alto et piacevole stratagemmadi esso Fra Ludovico pose freno, anzi timore grande alla bravura di quel nuovo Rodomonte. NeH'andare che costoro facevano, armati gli sbirri et de spade LO et di lancie, et i boni Frati di buoni bastoni, fu da un seculare avvisato esso Fra Ludovico che i1 Ministro et gl'altri Frati de Zoccoli et soldati andavano II alla volta sua, et che gia erano vi– cini. Non sapendo quello che si fare; lo stare . gli dava ti more, perché gia haveva provato in una carcere la furia di Fra Oiovanni · 15, sopradetto Ministro ; il partirsi gli ·porgeva spavento, temendo di non andare in qualche loro imboscata. Raccommandandosi a Dio che gli desse favore et porgesse inspiratione a fare quel che fusse meglio, fu in un subito spirato a fare una burla a esso Ministro, non havendo (essendo scarso per tui ogni altro partito) altra vla 20 da scampare che questa. Egli per la prima serro bene la .porta et ··, le fenestre della casa, et poi accese un buon fuoco, ed aneo per tutti i lati di quello albergo pose _delle candele .accese, talché di fuora si vedeva la dentro essere un gran Jume. Et poi piglio in mano una roncha, o voglfamo dire falcione da tagliare le legne, et . 25 un'altro ferro diede in mano al suo fratello, stando in silentio ad ascoltare quando quell' valoroso capitano con Ji suoi satelliti arri– vava. Conosciuto al calpestrare de piedi, esso Fra Ludovico et H suo fratello cominciorno a fare rumore .in casa, et strisciando quei ferri per le mura, pareva che la dentro fusse gran copia de huo- so mini armati. Et in guisa adattava .lá voce esso Fra Ludovico et cagniava parole ef suono, che ogniuno harrebbe giudicato che fus– sero stati piu di 25 et 30 huomini in quel,;Iuogo. Tal' 11 hora par– lava con la voce sua natural e, poi ·subito rispondeva con voce altrui a se stesso, et non solo .con la voce d'uno, ma di piit quasi 35 in un medesimo tempo. Tal'hora si faceva sentire in una fenestra, et pareva che commandasse a tre o quattro', nominandolj a nome, et diceva ;.. State qui saldi alla guardia di questa fen~stra et non
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