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r62 LA BELLA E SANTA RIFORMA CORREZIONE FRATERNA Non si conosceva tra di loro la maggioranza ; ma tutti, come fratelli, desideravano la correzione fraterna, non solo dal loro Pre– lato, ma da ognuno dei suoi fratelli (II, 244). Se per sorte inavvedutamente fosse nata [qualche parola di critica, oziosa o inutile, ecc.], subito dal fratello era avvertito; e chi la aveva proferta, umilmente inginocchiandosi, senza tur– barsi ne diceva la colpa, promettendo l'emendazione. E s'avvc– .niva che d'altre genti fosse stata detta a qualche Frate ingiuria alcuna - il che bene spesso succedeva per dar loro il celeste Pa– dre che guadagnare - non punto se ne turbava, anzi allegro la prendeva e teneva ben cara, come gemma preziosa, dandone lodi a Dio, e ringraziamenti pure assai a colui che con parole e con fatti l'aveva ingiuriato (I, 264). Quando alcuno in prova diceva a Giacomo da Cetona qualche difetto, pareva che risuscitasse, e con l'occhio allegro e con la bocca a riso rispondeva:« Or voi vi maravigliate che io abbia fatto cotesto errore ? Non sapete gli altri maggiori che so io ; che se Dio mi allentasse la mano, non potessi uscire dalla Religione, e fare ogni male, e come molti altri dannarmi ii (III, 360). LE OPERE DI MISERICORDIA «Non ci richiederà il Signore - è sentenza di Bernardo da Of– fida - al dì del giudizio più stretta ragione di nessun'altra cosa, che dell'opere di misericordia. Quando ripenso quello che dice il nostro Signore Gesù Cristo, che nell'amor di Dio e del prossimo si adempie tutta la legge (Matth. XXII, 40), mai mi trovo con– tento più di quando sono in orazione o in qualche servizio del pros– simo ; e quando non sono in alcuno di questi due servizi, non solo non mi pare di essere religioso, ma nemmeno cristiano >i (III, 47).
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