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NEL CENACOLO DELL'AMORE 159 pigliava la parte dell'accusato e tutte le cose interpretava in buona parte (III, 188). Vincenzo da Foiano era venuto in tanta semplicità che non po– teva pensare che nessuno peccasse. E quando i novizi si accusa– vano di qualche trascuraggine, per minima che la fosse, rispon– deva il santo uomo: « O poverello, vi debbo punire cli aver fatto questo difetto))? E rispondendogli ilnivizio: «Padre, io l'ho fatto», egli diceva : « O poverello, che dovesti avere buona intenzione ; non è vero che voi abbiate fatto questo difetto». E una volta gli fu detto di un signore che molto gravava i suoi vassalli. Rispose Fra Vincenzo : « Io non credo che egli faccia simile errore, perchè Dio gli torrebbe lo stato». E affermando quel tale che faceva quello e peggio, Fra Vincenzo disse : « Il poverino deve avere qualche grave motivo; i segreti dei principi non si possono sapere. Ho inteso dire che è un santo uomo e di buona volontà ; non credo che il Signore lo lascerà rimanere in così grave peccato>>. E cosi sempre restava del prossimo in buona opi– nione (III, 340). Giovanni Battista da Terni fu molto illuminato da Dio nella santa orazione e credo che in parte venisse per lui gran purità e gran semplicità di cuore. Durava fatica a credere male di nessuno, tanto era la purità della mente (III, 391). PAROLE AMOREVOLI Le parole di Francesco da Novara erano tanto amorevoli, infocate e umane che non poco ricreavano ognuno (III, 367). Fra Angelo da Sant'Angelo in Vado fu molto benigno verso i frati bisognosi; e quando vedeva alcuni frati tribolati o ammalati, con tanta benignità li consolava, che pareva più tosto un Angelo che un uomo (III, 56). E quando Francesco da Macerata sentiva frati tribolati, mai il servo di Dio si quietava insino che non li consolava. E quando non poteva con p1role, se ne andava in luoghi solitari e ivi dura-
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