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LA BELLA E SANTA RIFORMA maggior bisogno che esso. E, per dirlo in una parola, era fra ]oro una carità inestimabile (I, 265). E tanto fu l'amore grande che si portava tra di loro che quan– tunque si ritrovassero nel colmo delle tribolazioni per le gravi persecuzioni che pativano e si ancora per la vita stretta, nondi– meno quella carità e amorevolezza che era tra di loro li faceva dolce ogni patire (IV, I86). E fu cosa mirabile che in quel patire così aspro, la conversazione amorevole indulciva ogni asprezza, che pareva che ogni cosa fosse facile (IV, 39). E tanto era l'allegrezza di ritrovarsi in quella semplicità e carità l'uno verso dell'altro, che quantunque si patisse estre– mamente, nondimeno si amavano tanto teneramente, che più presto avrebbero aspettato la morte che partirsi da quella santa conversazione (IV, I54). E tanto era l'amore grande che tra di loro regnava, che nessuna cosa dava loro maggior dolore, quanto faceva la paura che la Con– gregazione non fosse tutta sconquassata e che si avvessero a separare l'uno dall'altro (II, 452). E cosi sequestrati da ogni mondana cura, in quei luoghetti solitari vivevano come Angeli di Iddio in perfetta pace e unione. Di raro uscivano dei luoghi; e quando occorreva andar per la lemosina, gli parevano mille anni di ritornare. Tanto si godevano della conversazione dell'uno e l'altro che quando erano fuori dei luoghi ne sentivano grande amaritudir,e (II, 457). NON PENSARE MALE DI NESSUNO Era tanta la purità della mente di questo venerabile Padre Bernardino d'Asti, che mai poteva pensare mal di nessuno ; ma quando gli era riportato qualche difetto, sempre rispondeva: « Sapete voi che intenzione abbia avuta? Io non credo che questo sia difetto, perchè l'ha fatto a qualche effetto buono che noi non lo sappiamo. Ma se c'è difetto, te ne farò sentir nuova». E sempre
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