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152 LA BELLA E SANTA R1FORMA eseguire una impresa e alla fortezza ancora della natura, non è cosa che fare non si possa, e che non si faccia, ponendovisi ga– gliarda mano (I, 286). DIO RIMIRA NEL CUORE Poco importerebbe essersi riformato esteriormente, se noi non ci riformiamo interiormente, essendo che principalmente Dio rimira nel cuore, e quando lo ritrova mondo di se stesso e dalla cose mondane, lo riempie di suo spirito, il quale porta con sè ogni virtù (II, 251). E diceva il sant'uomo Francesco Titelmans, che poco il Si– gnore nostro si curava dell'esterior, quando non era ordinato all'interiore; e S. Francesco non molto si curava di cerimonie, ma della bontà della vita e della rettitudine del cuore (III, 176). A GUISA DELL'OROPELLO Non credo, anzi tengo al fermo che così fosse, che non venisse mai alcuno alla Congregazione dei Frati Cappuccini [che] più ne– mico di se stesso si mostrasse, che quest'uomo Antonio Corrn. Se costui fosse fermato solamente in queste cose esteriori e non avesse mosso il piede più innanzi, che avrebbe egli fatto alla fine e di che lodi sarebbe egli degno? Non altro avrebbe acquistato, che di essere nemico di se stesso senza giovare allo spirito. Il fare opere esteriori che abbiano apparenza tale che di lon– tano rendano bella vista agli occhi della carne, e lo spirito di dentro non solo non abbia il suo splendore, ma se ne stia sepolto nelle tenebre; questi tali sono a guisa dell'oropello, che assomi– glia all'oro, vedendosi da lungi; alla fine non è oro, ma oropello di nessun valore. Or questa è appunto la vita degl'ipocriti : far cose esteriori che rilucano e non curarsi dello spirito che più im– porta ; anzi con le loro imperfezioni - per non dir vizi - gli dànno nocumento pure assai grande. Bisogna con le astinenze e con il patire, se vogliamo che siano grate a Dio e meritevoli, accompagnar le virtù, che rendono bellissima l'anima avanti al suo creatore.
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