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LA BELLA E SANTA RIFORMA LE DISCIPLINE CONSUETE .NON SI LASCINO E acciò che il nostro corpo non recalcitri contro lo spirito, ma le sia in tutto obbediente, e in memoria della acerbissima passio– ne e specialmente penosissima flagellazione del nostro dolcis– simo Salvatore, si ordina che le discipline consuete, cioè il lunr– dì, mercoledì, e venerdì, non si lascino ne anche nelle grandi so– lennità. E si facciano dopo Mattutino, eccetto quando fosse mol– to grande freddo si facciano la sera. E nella settimana santa si facciano ogni notte. E disciplinandosi i Frati, pensino con cuore pietoso il suo dolce Cristo Figliolo cli Dio legato alla colonna ; e si sforzino di sentir una particella dei suoi penosissimi dolori. E dopo la Salve Regina, si dicano cinque devote orazioni (C, 56). PORTAVANO IL CILIZIO Assai Frati portavano il cilizio, e molto affliggevano il cor– po loro (IV, r74). Pietro Portoghese portava all'ignude carni un aspro cilizio (III, 302) e Battista da Faenza tanto atrocemente si batteva con la disciplina, come se fosse stato un legno (III, 505). Francesco da Macerata portava un aspro cilizio, che di con– tinuo gli pareva di sentire le pene del purgatorio (III, 405). TRE FOGGIE DI VESTIMENTI Antonio Corso continuamente si vestiva a carne ignuda di un grosso e asprissimo cilizio. E perchè il portar sempre una cosa era difficile a preservarla; onde per aver comodo di potersi mu– tare e lavare quello che portato aveva, sì fece tre foggie di vesti– menti tali da tenerne sempre uno sotto all'abito sulla carne ; questo facendo perchè non passasse già mai che in lui la sensua– lità non fosse afflitta e lo spirito consolato. Una delle sue vesti fu di pelo di coda di cavallo, fatta in gui– sa e tagliata che quelle punte dei peli porgevano un sempre af– fanno. L'altra fu di corda di canape bene intessuta con nodi gros-
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