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LA PIÙ DISPERATA VITA ì47 ia non potevano, sempre concedevano le suole; nè mai si sforzò nessuno andare scalzo, ma era che loro volontariamente ci anda– vano. Le suole si facevano semplici. E molte volte per le strade, trovando alcuni scarponacci, li raccoglievano, e con le corde ne facevano le suola. E fu tanto il terrore che diedeno ai secolari in vederli in quella cosi fatta austerità, che quando li vedevano nel tempo della neve e grandi freddi andare scalzi, ne restavano stupefatti (IV, r7). · VADANO SCALZI Si ordina anche che a esempio di Cristo, i frati giovani e quel– li che possano, vadano scalzi in segno d'umiltà, testimonio di po– vertà, mortificazione di sensualità e buon esempio al prossimo. E non potendo, secondo la evangelica dottrina e per imitar i no– stri antichi Padri, si portino le suole con licenza del Prelato, ma semplici, pure, vili e povere, senza alcuna curiosità (C, 26). DORMIVANO SOPRA LE NUDE TAVOLE Nel dormire ancora furono austerissimi, imperocchè la state tutti dormivano sopra le nude tavole e l'invernata alcuni di loro ci mettevano un poco di paglia con una stuoia di sopra. E durò parecchi anni che nella Congregazione non si usava sacconi, ec– cetto per gli infermi o molto vecchi e deboli; ma dormivano so– pra le tavole (IV, r74). E acciò i nostri letti siano alquanto simili a quello sopra il quale mori Colui che disse: Le volpi hanno le loro caverne e gli uccelli del cielo i nidi loro, ma il Figliolo dell'uomo non ha dove reclini il capo suo (Matth. VIII, 20); per essere ancora più vigi– lanti e alle orazioni solleciti e conformi al Padre nostro S. Fran– cesco, al quale spesso la nuda terra fu letto, anzi Cristo, Santo dei santi, principalmente nel deserto, si ordina che nessun frate, se già non fosse infermo o molto debole, dorma se non sopra le nu– de tavole, stuoie, ginestre, felici, o un poco di paglia o fieno; e non dormano sopra le schiavine (C, 25).

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