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LA PIÙ DISPERATA VITA TI AVREBBE A BASTAR L'APPETITO Era tanto lo zelo di Francesco da lesi di refrenar la gola, che ,quando vedeva un giovane che alla mensa avesse preso del sale, duramente lo riprendeva, e diceva : « Figliolo, ti avrebbe a ba– stare l'appetito naturale, perchè il peccato della gola consiste nel troppo diletto nel mangiar, e ''voi aumentando il diletto, au– mentate ancora il peccato» (III, 76). A CRISTO FU NEGATA L'ACQUA E acciocchè, secondo la dottrina del nostro santissimo Salva– tore, i nostri cuori non si gravino dalla crapula o ebrietà, ma sem– pre le menti nostre siano sincere e mortificati i sensi, si ordina che alla mensa non si ponga vino se non molto bene inacquato. Il che ci deve ancora essere per sensuale delizia atteso che secondo il serafico Santo Bonaventura, il nostro Padre S. Francesco non ardiva a sufficienza bere dell'acqua frigida per mitigare l'ardore della sete ; e era solito dire che è difficile soddisfare alla necessità senza obbedire al senso. Sarà loro dolce se penseranno che a Cristo fu negata l'acqua in su la croce e gli fu dato vino mirrato ovvero aceto è fiele (C, 52). E per serrare la via alla superflua provvisione umana, si or– ,dina che nei luoghi nostri non siano botte nè barili, ma solamente alcune povere zucche o fiaschi (C, 82). ACQUA AVVINATA Circa al bere del vino erano astinentissimi; onde lo adacqua– vano in guisa, che dir si poteva più tosto acqua avvinata che vino adacquato. E quantunque lo facessero tutto acqua, nondimeno vicino al vaso di quel vino ponevano un altro vaso di purissima acqua, acciò colui che volesse più inacquarlo, ovvero volesse bere la sola acqua, lo potesse fare (I, 263).

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