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SILENZIO L'uomo sente naturale il bisogno di comunicare agli altri le sue idee, cioè di parlare. Parlare con Dio e di Dio·, lodarlo e bene– dirlo, è l'argomento più nobile, l'occupazione più degna della paro!(!: umana. Ma quante parole cattive e qitante inutili fluiscono ogni giorno dal cuore e dalle labbra dell'uomo? E più l'itomo si effonde all'esterno, più perde di vitalità interiore. Se si parlasse un po' meno e un po' meglio, si porterebbe itn effecace contribitto al miglioramento della società. Certamente gli interessi umani non ci scapiterebbero, mentre qitelli di Dio e delle anime ne trarrebbero vantaggio. D'ordinario quelli che più parlano, non sono quelli che più cose hanno da dire. C omunqite non sono essi che dicono le cose migliori. NON PAREVA CHE VI FOSSE ALCUNO Non mi par di tacere la nobilissima virtù del santo silenzio, che fu con zelo osservata da quei primi Padri (IV, 185). Posero nelle costituzioni che si osservasse continuamente l'evangelico silenzio, che è di fuggire ogni parola oziosa, nè parlare se non per onor di Dio e per utilità del prossimo. E posero ancora il silenzio regolare, il quale bene osservato, è causa di gran bene e non os– servato è causa di gran male (IV, 35). E perchè il silenzio è custodia del concepito spirito, e secondo S. Giacomo, vana è la religione di quello il quale non refrena la sua lingua; si ordina che sempre, quanto porta la nostra fragi-
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