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quel ballònzolo più v1cmo al ballo dell'orso che al ritmo della danza! Ma i più anziani, ben consci dell'animo che si nascondeva in quel gioco, avevano gli occhi lustri lustri, e non propriamente dal riso! • 0 NOTE 1 S. 200: « Nelle sue conferenze diceva che chi non osserva le Costituzioni, neppure osserverà i voti; soggiungeva che le Costitu– zioni sono i canali per cui Dio conferisce le grazie al cappuccino, e che, per conseguenza, non può esserè Cappuccino chi non ne osserva le Costituzioni » (P. Onofrio). S. 82. 109. 162: « Amava ripetere 1a parola di san Carlo Borromeo: se fossi Papa non esiterei a cano– nizzare un Cappuccino che sia stato fedele alle sue Costituzioni». S. 147: « Eg.Ji, il no– stro Maestro, esaltava lo spirito delle nostre Costituzioni, chiamandolo il distintivo e lo specifico del Cappuccino» (P. Giacinto). 2 S. 202; non voleva regadi: « Non ne ho bisogno! ». Summ. 226. 3 S. 196; Summ. 227. • S. 199; S. 203; Doc. 247, 83. 6 S. 197; Doc. 247, 94-5. • Doc. 257; S. 197: un pittore g,li porta in ce1la un suo quadro rappresentante la Vergi– ne SS.; padre Ignazio non lo accetta finché non gli dirà il padre Guardiano: « Lo tenga in sua cella a mia disposizione ». 7 S. 155; S. 195; Doc. 191, 26: diceva: « I danni più gravi alla Religione non vengo– no dagli apostati, ma da certi religiosi vane– ,·elli, amanti di curiosità e singolarità nell'uso delle cose ». • S. 64; S. 82; 135; 223; 229. " S. 231: « .. . si accontentava di una sco– della di brodo» (fra Felice); S. 229; « ... era così parco nel mangiare che non sapevamo come si sostenesse» (P. Leandro); S. 230; Doc. 1 bis., 6: « Era un digiuno continuo». ' 0 S. 2.31-.32: « Fuori del vitto della comu– nità, diceva, nemmeno una castagna: perché su quella non cade la benedizione di Dio »; Doc. 191, 41. u S. 224; S. 231: « Per la troppa compas– sione mi fanno fare una vita troppo delicata» . s. 241. " Doc. 141: con molta delicatezza rifiutò una quantità di cioccolato provvedutogli dalla contessa Garis Daria, dicendole: « Lo favori– sca alle Suore cappuccine che sono più deli- cate di me». Doc. 247, 81-2: accettò, per cor– tesia, del cioccolato una o due volte; la terza esclamò: «Ma quando finirà questa musica?». 13 s. 202. " S. 73; 101-2; Doc. 1 bis, 86; Doc. 42. 16 S. 242; Summ. 62-3. 10 Doc. 88.91.37.191.15: H suo esteriore era sempre sl ben composto che spirava purità, e, al suo comparire, tutti si componevano; Doc. 247, 12. 17 s. 189-98. 18 Summ. 252; Doc. 147; Doc. 1 bis, 77. 111 S. 154. 189; Doc. 257, 14. ' 0 S. 223; Doc. 1 bis, 75; S. 190. "' s. 192. "'' S. 191; Doc. 1 bis, 34 e 79; Doc. 147. '" s. 194. "' S. 190. 193; Doc. 99. '" Doc. 42; S. 153; S. 145; Doc. 201, 12. 20 s. 163. 27 s. 92. 185. 28 s. 174. 211 s. 37. 30 Doc. 1 bis, 36; S. 175. 177; Doc. 247, 112: se l'obbedienza cessa un istante di co– mandarlo, egli non teme di smettere un Lavoro che va a gonfie vele. "' S. 171-2; S. 181-2. 32 s. 152. 33 Av. p. 33; S. 173. ~, S. 175. 06 S. 199; Doc. 1 bis, 3. 30 s. 187. 37 Doc. 247, 21-23; Doc. 1 bis, 4 e 71; S. 103. 175. Quando il Superiore gli insinua– v.a che ormai - negili ultimi anni - non riu– sciva più a portarsi in Torino o a far altra fatica, il Beato rispondeva con semplicità: « Provi a comandarmelo! ». E lo diceva con tale convinzione da far sentire la sua certezza che, nel nome dell'obbedienza, vi sarebbe tuttora riuscito. ' 8 E. 175. 235. 339. "" s. 248. ' 0 S. 175. 181. 183; Doc. 165, 36. 167

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