BCCCAP00000000000000000000795

Mentre la comunità religiosa del Monte si trovava in Duomo per la processione del Corpus Domini, il padre Ermenegildo, per avere i reli– giosi abbinati, rimanda padre Ignazio, il più aziano, in un Ospizio disa– bitato che i Cappuccini avevano vicino al Duomo. Là egli dovrà atten– dere che, dopo la funzione religiosa, un frate venga a chiamarlo per ac– compagnarlo al Monte. Terminata la Processione, viene mezzodì, viene la sera; ma il frate incaricato di passare all'ospizio, s'è scordato della consegna. Il povero vecchietto passò quella festa a stomaco vuoto nella solitudine dell'ospizio. Aveva benissimo capito l'equivoco del Supe– riore: che importa? L'ordine era di non muoversi di là finché non fosse richiamato! A tarda sera un fratello nota l'assenza di padre Igna– zio: avverte l'incidente e corre a richiamare il Padre che, tuttora di– giuno, attendeva la voce dell'obbedienza! 85 • Padre Ignazio non misurava forse l'obbedienza dei novizi dalla loro prontezza nell'assecondare i desideri, anche apparentemente futili, dei Superiori? La stessa obbedienza egli imponeva a se stesso ritornato suddito. Durante il tempo natalizio del 1761, si parlava con ammirazione al Monte del presepio allestito nella chiesetta dei Cappuccini di Monca– lieri. Il superiore padre Adeodato manifesta il suo entusiasmo alla comunità esclamando: « Domani dovranno andar a vedere quel pre– sepio anche i nostri due vecchietti! ». I due vecchietti inseparabili sono proprio padre Ignazio di 7 5 anni e padre Alessandro da Buttigliera, più giovane di 9 anni. La famiglia ride a quelle parole: la stagione inver– nale, la distanza di tre buone miglia rendono evidente la celia del Supe– riore. Ma per il Beato l'ordine non ammette celia! Per la strada gelida che costeggia il Po, si videro camminare ansi– mando e rosariando i due vecchietti, con passi ben misurati per evitare ruzzoloni. Un mormorio di compassione accolse nel convento di Mon– calieri i due pellegrini impegnati in una maratona superiore alle loro forze. Non immaginavano quei frati che il loro Presepio potesse eserci– tare tanta attrazione su due Padri anziani! Ma quando seppero che quella gita, tutt'altro che di piacere, era stata determinata da una celia del Superiore del Monte, presa ·sul serio, ne restarono commossi, e veden– doli ripartire, ancora stanchi, per la stessa strada, quei frati si dissero: « Veramente, in fatto d'obbedienza, con i santi non si cèlia! ». 163

RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz