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Non nascondiamo che questo patto severo con i suoi occhi gli abbia creato qualche situazione imbarazzante! Se la rideva una volta, ma non cambiava quella tattica che, tirate le somme, presentava dei vantaggi molto superiori agli svantaggi. Dovette un giorno, a Chieri, accompagnare padre Innocenzo da Niella in una visita alla contessa Capriglio, distinta benefattrice dei Cappuccini. La signora rivolgendosi al Beato, tutto silenzioso, esclamò: - Padre Ignazio, forse ella non mi conosce più! - Signora, non ho la fortuna di conoscerla! Ma se ci siamo già incontrati nella vigna del marchese di Gia- glione! Se non mi dice altro, non mi ricordo! La riconobbe quand'ella ebbe scandito il suo nome: Capriglio. Ma la conoscenza era dovuta piuttosto alle sue orecchie, con cui non aveva fatto patti speciali... ! Perché questo« caro »? Anche quando il suo ministero sacerdotale lo portava a parlare con donne, fossero pur benefattrici o aristocratiche, il contegno di padre Ignazio era sempre riservato e spiccio. Non tollerava in esse quella devozione appiccicosa e ciarliera delle figlie di Eva! La signora Bay, donna di soda pietà, - notano i testi - e attem– patella anzi che no, rivedendo dopo vario tempo il « suo Padre », gli si accosta con un grido di gioia: « Oh, caro padre Ignazio! », e fa per baciargli la mano. Ma il padre ritira la mano e risponde interdetto: - Caro ... : e perché questo « Caro »? La signora capì che la sua devozione l'aveva fatta trascendere e nella parola e nel tratto; ne restò maggiormente edificata e volle testi– moniare nei Processi la virtù del suo nulladimeno « caro » Padre 22 • Solo ai bimbi di cui invidiava la semplicità e purità, osserva il padre Onofrio, offriva gioiosamente la mano a baciare; agli altri che mostras– sero quest'intenzione soleva porgere la manica dell'abito o il lembo del mantello, affinché quell'atto di venerazione andasse non all'uomo, ma alla religione. 155

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