BCCCAP00000000000000000000795

litamente -; era la violenza che doveva subire la sua angelica vere– condia 18 • Negli ultimi mesi di vita dovette sopportar questa pena, anche più sovente, allorché degente in infermeria, in tutto obbediva alle pre– scrizioni del frate medico, che lo scopriva per curargli le piaghe. Fra Fedele da Fossano, medico-chirurgo, svolgeva disinvoltamente la sua opera, e il buon Padre ne gemeva, non per il dolore ma per quella sua necessità. Per vincerne la riluttanza, pensò il padre Guardiano di assisterlo e significargli con cenni che quella era la volontà di Dio. Allora il povero infermo s'umiliava, chiedeva scusa, e, battendosi la palma in fronte, gemeva: « Ahi, povero me; non avrei mai creduto di ridurmi a questo stato, di farmi scoprire e maneggiare come un bam– bino » 10 • Il patto di Giobbe L'obbedienza voleva padre Ignazio a contatto col mondo, e spesso anche nel bel mezzo del secolo. Ormai lo conosceva bene: il secolo delle parrucche e dei nèi, dei lèzi e cicisbei; egli non rifuggiva di scendere dal Monte della contemplazione sino nel cuore della Torino settecentesca, per portarvi la grazia del Signore. Ma nemmeno tollerava inutili sollecitazioni alla illibatezza del suo voto di castità. Sappiamo dal suo novizio padre Giacinto che il Beato custodiva con tal rigore gli occhi da dimostrare di aver fatto con essi il patto di Giobbe (31, 1): di non permettersi nessuno sguardo libero sul volto di donna. Era questa una delle tante regole che fin dal novi– ziato si era proposto di osservare per tutta la vita. Quanto sia stato fedele ad essa ce lo dice lo stesso padre Giacinto, a cui fanno eco gli altri testi: Io stesso che fui suo correligioso, posso accertare che in cinque anni che fui col padre Ignazio nel convento del Monte, non gli ho giammai veduto gli occhi 20 • Ma non pensiamo, per carità, a un contegno forzoso di novizio ine– sperto! La giovialità del Beato bandiva ogni ombra di bigottismo: la sua riservatezza abituale appariva a tutti come la preoccupazione dell'ar– tista tutto assorbito nella sua visione interiore, così attraente da imporsi a ogni incanto esteriore. 154

RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz