BCCCAP00000000000000000000795

CAPITOLO TERZO I TRE CHIODI Più volte fu sorpreso il beato Ignazio, nei momenti di unione più intima con Dio, con le braccia stese dinanzi al Crocifisso: era lo slancio dell'anima ad abbracciarsi e conformarsi a Cristo. Occorrevano a tal fine tre chiodi, ed egli sentiva con gioia di averli trovati nella profes– sione dei tre voti: povertà, castità ed obbedienza. Regola e Costituzioni gli erano carissime, perché in esse egli aveva trovato il modo concreto di assimilarsi al Crocifisso. Diciamo di più: ne era gelosissimo, come di una sua livrea gentilizia. Dalle testimonianze dei confratelli possiamo conoscere che il tema invariabile dei suoi Eser– cizi, erano appunto i tre voti religiosi, vissuti secondo la tradizione francescana. Qui impegnava la sua eloquenza piena di zelo: a giustifi– carne le esigenze, a rettificarne le interpretazioni, a bollarne le infedeltà, con lo slancio del soldato che si cimenta nella difesa della sua bandiera. Lo vede così eccelso quest'ideale, che non crederà mai di averlo raggiunto; anche al termine della vita lo vediamo impegnato nella grande opera con l'animo del neofita o, meglio, dell'artista ansioso di approfondirsi sempre meglio nei canoni della sua arte. Di qui lo zelo ardente per l'osservanza dei tre voti religiosi. Succede così: quando una disciplina non si subisce freddamente, ma si ama appassionatamente, non ci si attiene soltanto ai suoi precetti elementari, ma si vuol abbracciarne tutti i consigli, gli accorgimenti, i segreti per una maggior perfezione. 146

RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz