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pono i giochi per lasciarli passare o per farsi loro incontro: - Ecco là, padre Ignazio e padre Alessandro! I due frati paion fatti e appaiati apposta per essere compagni di strada. Ma siccome le mamme puntavano sempre il dito verso il primo dei due, chiamandolo il padre santo, anche i bimbi hanno preso di mira lui: lo staccano dal suo compagno, lo stringono in cerchio e fanno a gara a chi può prendergli la mano, baciargli la crocellina del rosario appeso al fianco, o almeno toccargli il cordone, tirarlo per il mantello tanto per avere una parola, un sorriso. E il padre, generalmente assorto in preghiera, non teme d'interrom– pere la sua contemplazione. Domanda a chi gli ha afferrato la mano, se lo vogliono tener prigioniero; ne acciuffa uno più accaldato dal gioco e domanda ai compagni se è così bravo anche a scuola... Mentre il padre Alessandro sorride e scalpiccia per far premura al compagno. Scene di candore; erano il riflesso spontaneo della devozione popo– lare al Cappuccino del Monte. Gli adulti sorridevano compiaciuti. Svincolandosi finalmente dal crocchio, padre Ignazio riprendeva il cammino commentando: « Oh santa semplicità; chissà perché s'interes– sano di questo povero vecchio! ». Allora padre Alessandro gli si rimette al fianco e risponde: « Chissà perché queste feste non le fanno a me! ». Ma la risposta la sentiva bene in cuore: « Se non ridiventerete fan– ciulli... » (Mat. 18, 3); e rievocando il « sinite parvulos ... » attribuiva tutto ciò al divino impulso con cui voleva il Signore far intendere l'an– gelica purità del suo servo 15 • NOTE 1 Doc. 191, 23. • S. 22; Doc. 247, 14. 3 Doc. 247, 12. • s. 80. 82. • s. 80. 82. • S. 147. 162; Doc. 165, 6. 7 S. 247 ecc. s S. 163. 0 s. 30-31. 10 Doc. 247, 32. 67; Doc. 1 bis 89; S. 236. 243. 11 S. 237; Doc. 247, 69. 70. ,. S. 237 « Mi sovvengo d'aver udito dalla bocca di padre Ignazio, in occasione di una 11. Faro sul Monte. istruzione, che non era malcontento del suo stato, ma se fosse ancora stato in tempo di scegliere, avrebbe preferito Io stato di reli– gioso laico a quello di sacerdote» (Fra Feli– ciano); Doc. 191, 20. 28. 30 ecc. 13 s. 138. " S. 236. 241: « Faceva suo piacere d'im– piegarsi negli offici più vidi; onde io mi feci dovere, sul finire del 1769, di vietargli il ,le. varsi da mensa per raccogliere le stoviglie, ve– dendo che appena poteva reggersi in piedi » (P. Ermenegildo). 15 S. 247, 62; S. 239. « Compiacevasi tanto dei fanciulli e faceva sua delizia trattare con le persone semplici ». 145
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